BIO | DE BIASE Luca

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Giornalista e scrittore, si occupa di innovazione tecnologica e prospettive sociali ed economiche dei media digitali. Editor di innovazione per Il Sole 24 Ore e Nova24, realizza anche un podcast intitolato, come il suo ultimo libro, “Il lavoro del futuro”. La Media Ecology Association gli ha conferito The James W. Carey Award for Outstanding Media Ecology Journalism 2016. Dal 2019 è direttore della Summer School in Media Ecology e Comunicazione digitale di Camogli, spin off del Festival della Comunicazione.

Al Festival 2019 i suoi interventi sono stati:

con Enrico Pedemonte, Summer School 2019
Polar Bubble: contro la polarizzazione e le bolle informative
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con Roberto Deambrogio, Alessandra Perrazzelli, Francesco Profumo
Il lavoro del futuro: l’impatto delle tecnologie e le nuove conoscenze
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Al Festival 2018 i suoi interventi sono stati:

con Evgeny Morozov
Big Tech = Big Danger?
Negli ultimi anni, le Big Tech (tanto negli Stati Uniti quanto in Cina) si sono affermate come fonti al contempo di immensi profitti e di seri problemi politici e sociali. Le compagnie che in passato si sono specializzate quasi esclusivamente nella pubblicità e nel commercio online stanno ora estendendo il loro potere in settori come trasporti, educazione, salute ed energia; molte di queste nuove attività sono nate e si sono sviluppate enormemente grazie alle tecnologie di intelligenza artificiale, che oggi sono nelle mani quasi esclusivamente delle Big Tech. I policy makers, in particolar modo in Europa, sono sempre più chiamati a rompere i rapporti con queste imprese, anche se tanto Washington quanto Pechino le vedono come le punte di diamante delle loro economie. Che ne sarà delle Big Tech? L’Europa sarà in grado di elaborare una strategia efficace a riguardo? E quali implicazioni politiche ed economiche avrà tutto questo?
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con Marco Bardazzi e Marco Gobbi
Aziende e media company. Chi fa che cosa?
Vision e racconto di una trasformazione in corso.
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con Giovanni Allevi
L’equilibrio della lucertola
A partire dal suo ultimo libro, L’equilibrio della lucertola (Solferino), Giovanni Allevi ci farà esplorare, con la leggerezza e l’ intensità che lo contraddistinguono, alcuni concetti propri della musica come della vita: equilibrio e smarrimento, simmetria e bellezza. Per risvegliare in noi quella capacità che tutti abbiamo dentro: ascoltare noi stessi e rigenerarci.
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con Maurizio Ferraris e Alessandra Perrazzelli
Capitale finanziario e Big data
Fino a pochi anni fa si pensava che il destino del capitale nel XXI secolo fosse nello sviluppo del capitale finanziario (Thomas Piketty, Il Capitale del XXI secolo). Ma con i Big data non è più così: il capitale documediale (definiamo così la somma prodottasi negli ultimi anni tra una massa documentale senza precedenti e un flusso di media che non procede più uno-a molti ma molti-a-molti) integra al proprio interno non solo i flussi finanziari, ma gli orientamenti politici, lo stato di salute, i gusti estetici, le inclinazioni sessuali, le preferenze estetiche e culturali, le credenze religiose. Sarà questo il capitale del XXI secolo? E come si potrà ridistribuirlo attraverso nuove forme lavoro?
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con Mauro Bombacigno
Può una banca parlare di finanza sostenibile?
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Al Festival 2017 il suo intervento con Federico Rampini è stato:
Amazon, Apple, Facebook, Google, Microsoft. Dobbiamo aver paura delle cinque sorelle?
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Inoltre:
Pensieri inquinati? Strategie di bonifica per l’ecologia dei media
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Al Festival 2016 il suo intervento è stato:
Indipendenza digitale: per gli europei su internet un nuovo inizio
La lunga storia di internet comincia in America, tra esigenze militari e scientifiche. Il web è stato inventato in Europa, per scopi scientifici e partecipativi. Oggi lo squilibrio di potere tra le due sponde dell’Atlantico appare molto favorevole all’America, ma la nuova fase innovativa che coinvolge manifattura, robotica e nuovi modelli di business potrebbe rilanciare l’Europa.
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Inoltre ha intervistato Fabio Vaccarono:
31 minuti con Fabio Vaccarono


Al Festival 2015 il suo intervento è stato:
Il linguaggio dell’innovazione
Ispirazione e metafora, tifoseria e ideologia, tra globish e gergo tecnico: come se l’italiano non fosse sufficiente all’Italia che spera di rinnovarsi.


Al Festival 2014 il suo intervento con Annamaria Testa è stato:
Una prospettiva in comune: comunicare è disegnare la nuova immagine del paese
Prendendo spunto da una serie di spot degli ultimi anni, e da ricerche sulla frequenza nel web di alcune parole-chiave riferite all’Italia, approfondiremo il concetto di ecosistema culturale, con una piccola digressione sull’italiano, come quarta “seconda lingua” più studiata al mondo.