BIO | RAMPINI Federico

RITRATTO_RAMPINIfederico

Giornalista e scrittore, è stato corrispondente a Parigi, Bruxelles, San Francisco e Pechino. Ha insegnato a Berkeley, alla Shanghai University of Finance and Economics, al Master della SDA Bocconi. Dal 2009 è corrispondente di Repubblica a New York. È autore di Le linee rosse (Mondadori, 2017), Quando inizia la nostra storia (Mondadori 2018), La notte della sinistra (Mondadori 2019) e L’oceano di mezzo (Laterza 2019). Ha scritto e interpretato diversi spettacoli teatrali, anche con suo figlio Jacopo.

Al Festival 2019 il suo intervento è:

domenica 15 settembre > ore 16.00 > Piazza Ido Battistone
Perché difendo la nostra civiltà
Ovvero: i sette peccati capitali di chi denigra l’Occidente (e non è solo Putin…). Con letture da brani scelti dell’autore: “L’oceano di mezzo” (Laterza), “La notte della sinistra” e “Quando inizia la nostra storia” (Mondadori).


Al Festival 2018 i suoi interventi sono stati:

con Francesco Greco e Danco Singer
Quali regole determineranno i nostri rapporti futuri?
Nella grande trasformazione tecnologica ed economica di questi (e dei prossimi) anni, sulle “regole”, che dovrebbero e, sempre più, dovranno regolare i rapporti tra il mondo delle imprese, i cittadini e le istituzioni, si addensa una nebbia che occorre diradare.
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Linee rosse
Federico Rampini, giornalista, scrittore, conferenziere e divulgatore di fama internazionale, porta sul palco la geopolitica, raccontando le trasformazioni dell’attualità mondiale seguendo il tracciato delle carte geografiche, sovrapponendole e interpretando numeri e linee di confine. “Ogni crisi vicina e lontana ci costringe a capire la fisicità del mondo in cui viviamo – racconta Rampini -. La geografia e la storia come le abbiamo studiate non ci bastano più. Un po’ perché il mondo è stravolto rispetto alle fotografie già obsolete dei manuali scolastici. E poi nessuno ci ha insegnato a guardare ‘oltre’, a penetrare il significato nascosto delle carte, a incrociare il paesaggio terrestre con la storia delle civiltà, le leggi evolutive dei popoli e degli imperi”. Quella che porta in scena Rampini è allora la geografia in forma di conferenza teatrale, uno storytelling suggestivo accompagnata dalle grandi immagini che scorreranno alle sue spalle. “Ci servono mappe intelligenti – conclude il giornalista – per orientarci e capire dove siamo ora, dove andremo domani”.

 


Al Festival 2017 il suo spettacolo con Jacopo Rampini, Valentino Corvino, Angelo GeneraliRoberta Giallo è stato:
Trump Blues
L’età del caos

Avremo quattro anni della presidenza più spettacolare della storia, al confronto impallidiranno i ricordi di Obama, Reagan, Kennedy… È il soggetto ideale per uno spettacolo di “giornalismo teatrale” che, raccontando le gesta di The Donald, offre agli spettatori un viaggio nei nuovi populismi, le loro cause, le loro conseguenze.
Uno schema a quadri, accompagnato dai musicisti Valentino Corvino e Roberta Giallo, e la colonna sonora offerta da Bob Dylan i Rolling Stones: sia perché li ha usati ampiamente Trump nei suoi comizi, sia perché i loro testi sono “cattivi”, aggressivi, provocatori.

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Inoltre, il suo intervento con Luca De Biase è stato:
Amazon, Apple, Facebook, Google, Microsoft. Dobbiamo aver paura delle cinque sorelle?
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Al Festival 2016 il suo intervento in dialogo con Jay McInerney è stato:
Quei giorni dorati a New York
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Al Festival 2015 il suo intervento è stato inoltre:
Il tradimento delle élites: globalizzazione, immigrazione, le promesse mancate.
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Al Festival 2014 il suo intervento è stato:
Rete Padrona

Internet prometteva di renderci più liberi: fra nuovi monopoli e tecno-totalitarismi, cosa resta delle utopie digitali? Informazione e cultura, politica e socialità, subiscono l’assalto dei Padroni dell’Universo con sede nella Silicon Valley: Google, Amazon, Facebook, Twitter.