BIO | FARINETTI Oscar

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Creatore e fondatore di Eataly, il primo supermercato dedicato ai cibi di alta qualità italiana. In 15 anni ha aperto 46 punti vendita in 17 nazioni del mondo. Il suo ultimo progetto, con apertura nel dicembre del 2020 è Green Pea, il primo department store al mondo interamente dedicato alla sostenibilità. L’edificio di Green Pea ha riscosso premi da diverse giurie di design nel mondo.  Tra i suoi riconoscimenti, ricordiamo: Laurea Honoris Causa in Economia – American University of Rome (2016), Laurea Honoris Causa in Marketing e Comunicazione -Università di Urbino “Carlo Bo” (2014). Ha pubblicato numerosi libri, tra i quali Nel blu. La biodiversità italiana, figlia dei venti (2015), Ricordiamoci il futuro (2017), Quasi (2018),Dialogo tra un cinico e un sognatore (2019),   Breve storia dei sentimenti umani (2019), Serendipity (2020), Never quiet (2021), 6X2 (2022).

Al Festival 2022 il suo intervento con Antonio Baravalle è stato:

È nata prima la gallina
Di fronte a una crisi, che poi vuole dire semplicemente scelta, occorre decidere e prendere con risolutezza una strada, conservando però uno spazio per il dubbio affinché, se si dovesse sbagliare, si possa tornare indietro di gran lena per intraprendere la via scartata in precedenza. E, di solito, questa forza d’animo è tipica degli ottimisti, persone in grado di prendere una decisione e di misurarsi con il tempo in modo sano. Da qui il titolo risolutivo di un dilemma per eccellenza, che non trascura però la possibilità di ricredersi (…forse). Proprio come farebbe un ottimista o un’ottimista. Per compiere una scelta, verrebbe da dire, di felicità.
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Al Festival 2021 il suo intervento con Evelina Christillin, Carlo Cottarelli, Federico Fubini è stato:

Ottimismo o realismo: cosa è meglio per l’economia?
Una questione di percezione, di comunicazione, ma anche di sostanza: per la ripresa post-Covid la differenza tra ottimismo e realismo può essere cruciale, ma lo è pure per le scelte di politica economica di lungo corso, e altrettanto per il mondo dell’imprenditoria. Quale strategia adottare, dunque?
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Al Festival 2020 il suo intervento è stato:

Serendipity: il bello di sbagliare
Oscar Farinetti racconterà grandi casi di serendipity nel campo del cibo ma non solo. L’intento sarà quello di dimostrare che il cammino per raggiungere l’obiettivo è più importante dell’obiettivo stesso. L’obiettivo può cambiare, a volte anche diventare migliore, l’importante è il coraggio, la determinazione, la curiosità.
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Al Festival 2019 il suo intervento con Piergiorgio Odifreddi, Rosangela Bonsignorio è stato:

Dialogo tra un cinico e un sognatore
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Al Festival 2018 il suo intervento, con Mario Peccerini, è stato:

Quasi: la meraviglia dell’imperfezione
Nel libro “QUASI” di nuova uscita Farinetti, attraverso 71 pensieri,  affronta la potenza dei sentimenti umani come generatori di felicità o infelicità. Tra i più importanti, la capacità di gestire l’imperfezione.
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Al Festival 2017 il suo intervento è stato:

Farinetti ci racconta il futuro
Ripercorrendo i racconti che da Noè a Plinio il Vecchio, da Hemingway ad Alice -“acciuga filosofa”- provano a immaginare un futuro sostenibile, Farinetti ci mostra alcune strade per un nuovo modello sociale ed economico basato su un nuovo rapporto con la natura e tra gli uomini e per diventare i primi protagonisti del cambiamento.
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Al Festival 2016 il suo intervento è stato:

Da on land a on line. Impareremo a volare?
Siamo stati molto fortunati a nascere in concomitanza con la più grande invenzione dell’umanità insieme al fuoco: internet. Stiamo imparando a volare ma fino a che non ne saremo capaci veramente non ci godremo appieno questo traguardo.

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Al Festival 2014 il suo intervento è stato:

La comunicazione: basta promesse, narriamoci come siamo
Un progetto, che sia una fabbrica o un libro, una catena di negozi o un modo di educare i figli, se non è raccontato, è come se non esistesse. Trovo che il deficit di noi italiani, sia la capacità di narrare. La forza della narrazione è ciò che distingue un progetto vincente. Narrare concorre a dare un valore immateriale a qualsiasi cosa. L’immateria si unisce alla materia e ingigantisce il valore del prodotto. La mia vita d’impresa consiste nel narrare ciò che faccio. Mi piace e mi dà valore.
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