BIO | MASSINI Stefano

RITRATTO_MASSINIstefano

È stato definito il “raccontastorie più popolare del momento”, con i suoi affreschi narrativi “tocca il cuore e la mente”, grazie ad uno stile unico che intreccia vicende, grandi temi, personaggi del passato, miti moderni e attualità con gli stati d’animo dell’essere umano. La narrazione per Stefano Massini è il grimaldello che lo porta, come un rabdomante, a rintracciare e collegare storie ricreandole dai materiali più diversi, come accade nei suoi popolarissimi interventi televisivi il giovedì sera a Piazzapulita su LA7, nei suoi articoli sul quotidiano la Repubblica e su Robinson con la rubrica “Manuale di sopravvivenza”, nei romanzi, nei saggi e nelle opere per il teatro diffuse in tutto il mondo. Le sue speciali ‘lezioni’-racconti sui libri nel talent show Amici e nel programma #Maestri lo hanno fatto conoscere e apprezzare anche da un pubblico di giovanissimi. I suoi testi sono tradotti in 24 lingue e portati in scena da registi come Luca Ronconi o il premio Oscar Sam Mendes. Qualcosa sui Lehman (Mondadori 2016) è stato uno dei romanzi più acclamati degli ultimi anni (premio Selezione Campiello, premio SuperMondello, premio De Sica, Prix Médicis Essai, Prix Meilleur Livre Étranger). I suoi ultimi libri sono Dizionario inesistente (2018),  Ladies Football Club (2019) e il testo teatrale Eichmann. Dove inizia la notte (2020).

Al Festival 2020 il suo intervento è:
domenica 13 settembre > ore 17.30 > Piazza Ido Battistone
Siamo animali sociali
Stefano Massini, per il quarto anno ospite del Festival, parte con ironia dalla definizione di Aristotele che marchiava l’uomo come animale sociale e animale politico. La quarantena ci ha fatto riflettere tutti sui difetti e sui pregi dell’antisocialità. Ecco allora che lo scrittore ci propone un viaggio fra i miti dell’isolamento: dal mito del naufrago a quello dell’eremita medievale, dal genio che sprezza gli altri al “cerco me stesso”. Una cavalcata fra icone e stereotipi su cui pensare e sorridere.


Al Festival 2019 il suo intervento è stato:
Civiltà e città immaginarie: Gotham City, Paperopoli e altre visioni.
A seguire ha ricevuto il Premio Comunicazione 2019
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Al Festival 2018 il suo intervento è stato:
Quattro ritratti di grandi visionari
La visionarietà è spesso limitrofa all’utopia, è sinonimo di sferzanti ironie da parte dei conformisti, tranne poi mostrarsi come il vero sale del progresso. E se questo isolamento sociale delle menti geniali è un tratto che ricorre in ogni epoca, allora cos’altro accomuna i visionari nel corso dei secoli? Proverà a dare una risposta questo excursus fra figure inattese e spiazzanti, scelte come simboli di altrettante rivoluzioni. Forte della notorietà anche televisiva ottenuta con i suoi racconti ogni giovedì sera a “Piazzapulita” su La7,  Stefano Massini torna a Camogli con le sue narrazioni letterarie e mitologiche, intrise di una vivissima umanità.

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Al Festival 2017 il suo intervento con Beppe Cottafavi è stato:
L’arte del racconto all’alba del Terzo Millennio
Cosa vuol dire inventare e raccontare storie all’alba del terzo millennio? Cosa significa comunicare in un’epoca in cui tutti scrivono e i dialoghi sembrano essere diventati prima scritti e poi orali? Ma soprattutto in un’epoca all’apparenza iper-informata che cosa significa partire dalla realtà per farne la base per un romanzo? L’autore di “Qualcosa sui Lehman” (Mondadori), Stefano Massini riflette sul senso dell’ispirazione e delle ispirazioni nell’epoca dei social network e del web 3.0.
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*Ritrattino liberamente ispirato dalla foto di © Attilio Marasco