BIO | BARBERO Alessandro

RITRATTO_BARBEROalessandro-new

Storico e scrittore, è professore ordinario di Storia Medievale presso l’Università del Piemonte Orientale, ha scritto per l’inserto Domenica del quotidiano Il Sole 24 Ore e collabora alle pagine culturali de La Stampa e di Tuttolibri, e ai programmi televisivi Superquark, a.C.d.C. e Passato e presente. Tra le sue pubblicazioni: Lepanto. La battaglia dei tre imperi (Laterza, 2010); Gli occhi di Venezia (Mondadori, 2011); Il divano di Istanbul (Sellerio, 2011); Dietro le quinte della Storia. La vita quotidiana attraverso il tempo, con P. Angela (Rizzoli, 2012); Le Ateniesi (Mondadori, 2015); Costantino il vincitore (Salerno Editrice, 2016); Le parole del papa. Da Gregorio VII a Francesco (Laterza, 2016); Caporetto (Laterza, 2017).

Al Festival 2019 il suo intervento è stato:
La civiltà e i selvaggi
La parola “civiltà”, nel senso che le diamo comunemente, è di invenzione piuttosto recente. E recentissimo è l’uso al plurale, “le civiltà”, per indicare le diverse esperienze umane che si sono succedute sulla Terra: la civiltà sumera, la civiltà minoica… In compenso, da sempre le società stanziali hanno coltivato l’immagine del selvaggio, come altro da sé, da deridere, da temere e da esorcizzare. In questo modo hanno alimentato l’equivoco per cui le società “primitive” sarebbero semplici anche dal punto di vista culturale, come semplice è la loro vita materiale. Ma non è così: ogni collettività umana, anche le più primitive, ha sempre elaborato una lingua, una mentalità e un’organizzazione sociale straordinariamente complesse: il “selvaggio”, come lo immaginavano i colonizzatori dell’Ottocento, non è mai esistito.
Rivedi lo streaming video dell’evento > clicca qui


Al Festival 2018 i suoi interventi sono stati:

Che storia la Storia!
Perché è importante conoscere la storia? Alessandro Barbero lo spiega ai ragazzi con il suo entusiasmo e il suo carisma, in un dialogo che non vuole essere una lezione, ma uno scambio di opinioni sull’intramontabile fascino della storia.
Laboratorio per bambini (8-11 anni) a cura di MyEdu, un’iniziativa di FME Education

Inoltre:

Le “visioni” di uno storico
La capacità di prevedere il futuro è strettamente legata alla conoscenza del nostro passato e caratteristica dell’uomo, diversamente da tutte le altre specie, è la sua capacità di visione, di immaginare un oltre possibile e di immaginarsi al di là del proprio contesto.
A seguire ha ricevuto il Premio Comunicazione 2018

Rivedi lo streaming video dell’evento > clicca qui


Al Festival 2017 il suo intervento è stato:
Connessioni segrete: comunicare in clandestinità
I GAP a Roma sotto l’occupazione tedesca, la rete di spionaggio sovietica di Richard Sorge a Tokio durante la seconda guerra mondiale, le BR nell’Italia degli anni Settanta: come mantengono le connessioni i membri di un gruppo clandestino? Come si comunica in clandestinità?
Rivedi lo streaming video dell’evento > clicca qui 

Inoltre, con Guido Barbujani e Piergiorgio Odifreddi:
Che razza di discorsi!
Rivedi lo streaming video dell’evento > clicca qui 


Al Festival 2016 il suo intervento è stato:
Alle origini della comunicazione aziendale: gli ordini religiosi del Medioevo
Come gli ordini religiosi gestivano i problemi di comunicazione – mission, brand, marketing, target – oltre a quelli organizzativi, del potere e della segretezza.
Rivedi lo streaming video dell’evento > clicca qui


Al Festival 2015 il suo intervento è stato:
Il linguaggio dei papi
Dalla violenza verbale dei papi del Medioevo, alle grandi encicliche del Novecento, come è cambiato il linguaggio con cui la chiesa di Roma si rivolge al mondo nei momenti difficili.


Al Festival 2014 il suo intervento è stato:
La comunicazione nella storia: la propaganda di Costantino imperatore
Chi è Costantino? E’ il primo imperatore romano che si converte al Cristianesimo e partecipa attivamente alla vita della Chiesa? O è un generale che usurpa il trono uccidendo il suocero e i cognati, e che a un certo punto farà ammazzare la moglie e il figlio maggiore? Se ancora oggi siamo incerti fra queste due versioni, è grazie alla forza di comunicazione della macchina di propaganda costruita dall’imperatore.