BIO | BARBUJANI Guido

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Genetista e scrittore. Ha lavorato alla State University of New York a Stony Brook (New York), alle Università di Londra, Padova e Bologna e attualmente è professore di Genetica all’Università di Ferrara. Si occupa dello studio del DNA in popolazioni moderne e antiche e collabora al Sole 24 Ore. Oltre agli articoli scientifici, ha pubblicato romanzi, fra cui Lascia stare i santi (Einaudi, 2014) e Tutto il resto è provvisorio (Bompiani, 2018), e saggi, fra cui L’invenzione delle razze (Bompiani, 2006; nuova edizione 2018), Europei senza se e senza ma (Bompiani 2008, nuova edizione 2020) e Contro il razzismo. Quattro ragionamenti (con Marco Aime, Federico Faloppa e Clelia Bartoli, Einaudi, 2015).

Al Festival 2021 i suoi interventi sono stati:

con Giorgio Vallortigara
Homo sapiens: la verità, vi prego, sul cervello
In anni recenti abbiamo assistito allo sviluppo tumultuoso delle neuroscienze, ma molti aspetti della vita mentale ci rimangono ignoti. Non abbiamo idea di quale sia il codice che consente di codificare i fatti dell’esperienza nel cervello. Al punto di vista tradizionale, che il codice vada cercato a livello di sistema, che sia legato cioè alla connessione tra le cellule, inizia a contrapporsi l’idea che possa essere di natura molecolare, interno alle cellule stesse, con interessanti implicazioni sul modo in cui dovremmo concepire la natura umana e il suo posto nel mondo.

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con Mario Tozzi
Mondo Podcast – La nostra grande storia
Quanto sono interrelate la storia della Terra e la storia dell’umanità? L’uomo è davvero la specie in cima alla piramide della vita? Con quale diritto ha conquistato questa posizione? L’utilizzo smisurato delle risorse dove ci porterà? Queste solo alcune delle domande a cui il genetista Guido Barbujani e il geologo Mario Tozzi, a partire dalla loro nuova serie podcast “La nostra grande storia” prodotta da Frame-Festival della Comunicazione in esclusiva per Audible  provano a dare una risposta, in un dialogo avvincente, fatto di punti di incontro e di scontro, di curiosi aneddoti e nuove scoperte scientifiche.
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Al Festival 2020 il suo intervento con Vincenza Colonna è stato:

Homo sapiens: essere in pochi e essere in tanti
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Al Festival 2019 i suoi interventi sono stati:

Colazione con l’autore. Sillabario di genetica
Ma sarà proprio vero che nel nostro genoma è scritto se siamo intelligenti o belli o timidi o magari propensi a delinquere? E, se tutto questo non c’è, cos’altro c’è scritto, nel DNA? E cosa possiamo capire, studiandolo?
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con Duccio Cavalieri, Lorenzo Nigro 
Homo sapiens. Vivere insieme
Origine della civiltà urbana, sardi nuragici ed etruschi e il ruolo dell’alcool nella nostra storia.
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Al Festival 2018 i suoi interventi sono stati:

Chi indovina la razza?
Attraverso un piccolo esperimento il biologo e genetista Guido Barbujani ci fa capire come il concetto di razza sia un concetto psicologico e non genetico.
Laboratorio per bambini (8-11 anni) a cura di MyEdu, un’iniziativa di FME Education

Inoltre, con Telmo Pievani:
Homo Sapiens. Come ci vedono gli altri
Secondo un diffuso pregiudizio saremmo bianchi, neri o gialli, ma in realtà sono settanta geni i geni che determinano quanto pigmento c’è nelle nostre cellule, per non parlare dei fattori ambientali (al sole ci si abbronza). Lo studio del DNA ha permesso di ricostruire come è cambiato, nel corso di milioni di anni, il colore delle nostre pelli, e ha riservato parecchie sorprese.
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Colazione con l’autore: Tutto il resto è provvisorio
Guido Barbujani presenta il suo nuovo libro Tutto il resto è provvisorio (Bompiani, 2018), un viaggio nel nord est, nella vita di Gianni Schuff, tra soldi e solitudini. Gianni Schuff si è inventato un’attività di successo – recupera pezzi di modernariato tra il Veneto e la ex Jugoslavia e li rivende, restaurati, a prezzi altissimi -, ha una rete di collaboratori discreti e privi di scrupoli, una bella moglie, una serena capacità di galleggiare lontano dalle profondità della coscienza. Fino a che, per ampliare il proprio giro, non entra in contatto con un giro di insospettabili mafiosi del Nordest, e incontra Iriljana, giovane violoncellista dal passato segnato dagli orrori della storia jugoslava. Vent’anni li separano. Quei vent’anni saranno la misura di un amore talmente assoluto da esigere un’espiazione altrettanto radicale. Gianni Schuff, l’uomo che con eleganza sapeva reggere tra le mani tutti i fili dell’esistenza, percorrerà fino in fondo i gradini che conducono un uomo davanti ai propri fantasmi.

 


Al Festival 2017 il suo intervento con Guido Chelazzi e Telmo Pievani è stato:

Homo Sapiens
Il passato, l’evoluzione dell’uomo; Il presente, la diversità umana; Il futuro, l’impronta ecologica
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Inoltre, con Piergiorgio Odifreddi e Alessandro Barbero:
Che razza di discorsi!
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Al Festival 2014 la sua conferenza-spettacolo è stata:

Chi ha paura dell’evoluzione con Patrizio Roversi e le musiche dei Davai Ciass.