> BIO | GUERRITORE Monica

RITRATTO_GUERRITOREmonica

Esordisce in teatro nel 1974 a soli 16 anni con la regia di Giorgio Strehler ne Il giardino dei ciliegi e via via con  Zio Vania (Cechov) I masnadieri (Schiller) Scene da un matrimonio (Bergman) porta in scena figure femminili complesse  (Lady Macbeth, La Signorina Giulia, Madame Bovary). È stata protagonista del primo sceneggiato Rai a colori, Manon Lescaut nel 1977, e ha riscosso grande successo anche nel cinema, in film come La lupa, La bella gente e Parfums D’Alger. Come regista e drammaturga, ha scritto e diretto spettacoli teatrali di successo come Dall’Inferno all’Infinito e Mi chiedete di parlare su Oriana Fallaci, e Giovanna D’Arco che debutterà a Parigi il 1 ottobre 2020 al Theatre de la Contrescarpe nell’interpretazione di Severine Cojannot. Autorizzata dallo stesso Woody Allen, riscrive, dirige e interpreta Mariti e Mogli. Nel 2011 è stata nominata Commendatore al Merito della Repubblica Italiana per il suo impegno nel campo delle Arti e della Cultura dal Presidente Giorgio Napolitano, e Testimone della Fondazione Veronesi contro il Cancro. Nel 2014 è stata Presidente della Giuria dei Letterati del Premio Campiello. Nel 2016 Con il suo Dall’Inferno all’Infinito ha inaugurato le giornate della lingua italiana all’Accademia della Crusca. Candidata ai Nastri D’Argento 2016 come Migliore Attrice per la sua interpretazione ne La Bella Gente con la regia di Ivano de Matteo, è attualmente nei cinema con Puoi baciare lo sposo (regia di Alessandro Genovesi). Il suo ultimo libro Quel che so di lei, presentato in anteprima al Festival della Comunicazione 2019, è alla seconda  ristampa. Da ottobre 2019 è nei teatri con L’anima buona di Sezuan (di B. Brecht) nella versione scenica di Giorgio Strehler del 1981. Tributo della Guerritore al suo Maestro. È da poco uscita la serie su Francesco Totti  “Speravo de morì prima” (produzione Wildeside per Sky), dove interpreta la madre del campione, Fiorella. Monica Guerritore è ora sul set con Carlo Verdone.

Al Festival 2021 il suo intervento è:

venerdì 10 settembre
ore 19:00 > Piazza Colombo
Donne prigioniere di amori straordinari
Partendo dall’ispirazione di un caso di cronaca nera – il terribile femminicidio della zia di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Giulia Trigona, nel marzo del 1911 – Monica Guerritore ricostruisce l’ultimo frammento di vita della vittima: il lento avanzare lungo il corridoio che la donna  percorre per arrivare alla stanza 8 di un albergaccio dove, nel primo pomeriggio di un giorno piovoso di marzo, il suo ex amante l’aspetta, e dove verrà massacrata da 27 coltellate. Le porte socchiuse delle 7 stanze che precedono la numero 8 ospitano i momenti fatali, le fragilità sentimentali che hanno deviato la sua vita e verranno evocati con la passione e il furore che solo i personaggi immaginari che abitano il mondo dei sogni hanno. A dare loro corpo e voce saranno i personaggi da lei interpretati: Marianne di
Scene da un Matrimonio, Liubov Andreevna del Giardino dei Ciliegi, La Lupa, la Signorina Giulia, Emma Bovary, Oriana Fallaci-Carmen.


Al Festival 2020 il suo spettacolo è stato:

Dall’Inferno all’Infinito
La potente forza creativa dell’Immaginazione delle pagine di Hillmann e Citati accompagnano e forse spiegano (in parte) la discesa nel nero, nell’intima natura umana, che Dante mette in versi nei canti iniziali dell’Inferno (Divina Commedia); la sua ricerca e il suo incontro con le parti del Sé. Nelle bellissime parole di Wagner, la forza della musica (che accompagna tutta la performance) diventa motore emotivo e precede, accompagna e amplifica il tormento delle passioni amorose (Paolo e Francesca), di abbandono (La Tentazione della Valduga), di ferocia come nel canto del conte Ugolino. Di abissi naturali che portano in scena anche figure materne e paterne: Pasolini, Morante. Tutto rende la ricerca e il racconto interiore e poetico di Maestri lontani tra loro per epoca, un’unica grande anima che racconta le infinite vie della testimonianza del Sé.


Al Festival 2019 i suoi interventi sono stati:

con Elisabetta Canevini
Quel che so di lei
Una donna percorre un lungo corridoio che la porterà nella stanza n 8 di uno squallido albergo dove verrà uccisa dal suo amante. Si chiama Giulia Trigona. Ed è un efferato femminicidio alla quale la donna si consegna. Quel corridoio è la cornice del pensiero. Dalle stanze che vi si affacciano esseri disincarnati sussurrano le loro verità, specchio o eco di un percorso di solitudine, fascinazione e ribellione. Sono i racconti immutabili delle donne che raccontano le donne “che ognuna di noi porta con sé e quando li riconosce il suo cuore ha un sussulto, sono i suoi autentici ricordi (Giovanardi – La luna e i Falò – Cesare Pavese). Quello che ci proporrà Monica Guerritore in questo incontro è un viaggio di ritorno nel paese del riconoscimento. Quelle porte si dovranno chiudere (con dolcezza) su Emma, Carmen, Oriana e le altre (sono 8 archetipi femminili) per inventare racconti nuovi di donne nuove lasciando indietro il pianto e ballando sulla musicalità della vita che trova energia nella leggerezza. E l’amore in una ritrovata dolcezza.
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con Aldo Cazzullo, Fabrizio Roncone, Pietrangelo Buttafuoco
I segreti del potere
Un giallo ambientato a Roma tra qualche anno, tra il Vaticano e i palazzi del potere, dai campi rom alle feste con la cocaina, dalla mafia nigeriana all’empireo del potere. Anticipazioni del romanzo Peccati immortali di Aldo Cazzullo e Fabrizio Roncone. Letture di Monica Guerritore, animatore Pietrangelo Buttafuoco.
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Al Festival 2018 il suo spettacolo, con Paolo Crepet, è stato:
Il Coraggio. Vivere, amare, educare
Un reading-spettacolo sulla più grande emergenza odierna: il coraggio.
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