BIO | CAZZULLO Aldo

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Giornalista e scrittore, nel 2003, dopo quindici anni a La Stampa, passa al Corriere della Sera, dove ora è inviato speciale ed editorialista. Ha dedicato oltre dieci libri alla storia e all’identità italiana; tra questi Basta piangere! (2013), La guerra dei nostri nonni. 1915-1918: Storie di uomini, donne, famiglie (2014) e Possa il mio sangue servire. Uomini e donne della Resistenza (2015). I suoi ultimi libri sono Le donne erediteranno la terra (2016) e Metti via quel cellulare (2017). Da gennaio 2017 è titolare della rubrica delle lettere del Corriere della Sera.

Al Festival 2018 i suoi interventi sono:

con Pietrangelo Buttafuoco
venerdì 7 settembre > ore 10.15 > Piazza Colombo
I giornali del mattino in diretta dal Festival
Un’inedita lettura dei quotidiani, dal gusto ironico e dissacrante, ai confini della realtà, in cui giornalisti e personaggi di cultura e spettacolo commenteranno in un modo tutto particolare i titoli e i temi più “caldi” dell’attualità.

con Pierluigi Pardo
venerdì 7 settembre > ore 19.30 > Terrazza delle Idee
Lo stretto necessario, palloni, canzoni e libri per combattere il tempo

con Beatrice Luzzi
sabato 8 settembre > ore 18.00 > Piazza Ido Battistone
Le donne erediteranno la terra
Un tributo al genio femminile, attraverso figure del passato e del presente, storie di grandi artiste e di figlie che salvano i padri o ne custodiscono la memoria. Donne che sanno sacrificarsi, guardare lontano, prendersi cura di ciò che le circonda, e per questo più dotate degli uomini per affrontare l’epoca grandiosa e terribile che ci è data in sorte. Il tempo sta finendo. È finito. Comincia il tempo in cui le donne prenderanno il potere.

domenica 9 settembre > ore 10.30 > Terrazza della Comunicazione
Giuro che non avrò più fame. L’Italia della ricostruzione

 


Al Festival 2017 il suo intervento è stato:
Metti via quel cellulare
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Inoltre, con Alessandra Bianco:
Il tennis. Connessione tra business e mito
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Al Festival 2016 il suo intervento è stato:
Giornalismo: crisi di contenitori o crisi di contenuti?
Tutti noi parliamo della crisi dei contenitori, della fine della carta; ma la vera crisi è quella dei contenuti.
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Al Festival 2015 il suo intervento con Mario Peccerini è stato:
Raccontare le guerre
Ogni guerra o evento storico decisivo per una Nazione è sempre oggetto di racconti parziali ed estremizzanti. Così è stato per noi con la Grande Guerra, la cui cronaca ha spesso taciuto crocerossine, spie, prostitute, inviate di guerra e soldatesse in incognito, le cui vicende incrociano quelle di alpini, prigionieri, poeti in armi e “l’esercito dei folli”. E così è stato anche con la Resistenza: prima considerata solo “cosa di sinistra” poi demonizzata come carneficina impetrata dai partigiani. Quando, al contrario, la Resistenza è fatta prima di tutto di storie di fuggitivi, di madri che fanno da scudo ai propri figli, di alpini che difendono le proprie amate montagne, di sacerdoti che scelgono di morire con i propri parrocchiani per accompagnarli davanti al Signore, e di tante altre vite che hanno fatto silenziosamente ma concretamente la Storia. Attraverso La guerra dei nostri nonni e Possa il mio sangue servire, Aldo Cazzullo tenterà di fare il punto su alcune domande cruciali. Come raccontare oggi questi eventi epocali, rendendo loro piena giustizia? Come trasmettere la memoria della forza morale di cui sono stati capaci i nostri padri ieri? E quale racconto di noi oggi lasceremo al domani?