BIO | CANEVINI Elisabetta

RITRATTO_CANEVINIelisabetta

In magistratura dal 1991, ha svolto funzioni di Giudice per le Indagini Preliminari, di Pubblico Ministero ed infine di giudice penale dal 2002 e tuttora. Dal 2012 lavora presso la IX sezione penale del Tribunale di Milano, specializzata – tra l’altro – nella trattazione dei reati contro i cosiddetti “soggetti deboli” (violenze sessuali, maltrattamenti in famiglia, stalking), dove presiede uno dei collegi giudicanti della sezione. Ha trattato numerosissimi casi di violenza di genere, sviluppando apposite tecniche di esame della persona offesa vulnerabile, con la finalità di garantire in concreto che il processo non sia occasione di vittimizzazione secondaria. Finalità che ha concretizzato con la realizzazione del Protocollo di Accoglienza delle Vittime Vulnerabili, oggi operativo presso il Tribunale di Milano. Parallelamente opera come giudice supplente presso la Corte d’Assise di Milano, dove ha avuto modo di trattare anche processi per riduzione in schiavitù e per tratta di donne destinate alla prostituzione.

Al Festival 2019 il suo intervento è:

sabato 14 settembre > ore 11.30 > Terrazza della Comunicazione
con Monica Guerritore
Quel che so di lei
Una donna percorre un lungo corridoio che la porterà nella stanza n 8 di uno squallido albergo dove verrà uccisa dal suo amante. Si chiama Giulia Trigona. Ed è un efferato femminicidio alla quale la donna si consegna. Quel corridoio è la cornice del pensiero. Dalle stanze che vi si affacciano esseri disincarnati sussurrano le loro verità, specchio o eco di un percorso di solitudine, fascinazione e ribellione. Sono i racconti immutabili delle donne che raccontano le donne “che ognuna di noi porta con sé e quando li riconosce il suo cuore ha un sussulto, sono i suoi autentici ricordi (Giovanardi – La luna e i Falò – Cesare Pavese). Quello che ci proporrà Monica Guerritore in questo incontro è un viaggio di ritorno nel paese del riconoscimento. Quelle porte si dovranno chiudere (con dolcezza) su Emma, Carmen, Oriana e le altre (sono 8 archetipi femminili) per inventare racconti nuovi di donne nuove lasciando indietro il pianto e ballando sulla musicalità della vita che trova energia nella leggerezza. E l’amore in una ritrovata dolcezza.