BIO | FERRANDO Gilda

RITRATTO_FERRANDOgilda

Già professore ordinario di Diritto Privato nell’Università degli Studi di Genova, ha insegnato Diritto privato e Diritto di famiglia nei corsi di laurea di Giurisprudenza e di Economia. È docente di Diritto di famiglia presso la Scuola di Alta formazione dell’Associazione Italiana Avvocati della Famiglia (AIAF). È stata un membro del Comitato Nazionale per la Bioetica, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. È nella direzione delle riviste Familia. Famiglia e successioni in Europa e Nuova giurisprudenza civile commentata. Vanta numerose pubblicazioni e curatele in tema di diritto. In particolare, si è dedicata ai temi della famiglia e del biodiritto.

Al Festival 2019 il suo intervento è:

venerdì 13 settembre > ore 16.00 > Piazza Ido Battistone
con Daniela Missaglia, Francesco Cozzi, Francesco Mazza Galanti
Crimini d’amore
In una società che si evolve in fretta, anche gli affetti e l’idea stessa di famiglia sono cambiati. Come sono cambiate le regole della convivenza e le aspettative che le persone riversano sulla controparte sentimentale. Troppo labile nei rapporti sentimentali è il confine tra il lecito e il non lecito, tra l’amore e il “malamore”. Il libro “Crimini d’Amore” dà voce alla sofferenza e alla paura che si annidano nel silenzio di alcune relazioni, narrando storie di amore malato, di misfatti e crimini che si compiono quotidianamente, spesso tra le mura domestiche. Attraverso i racconti del libro, si esplora il tema della violenza domestica sulle donne. Donne prive di autostima, incapaci di volare da sole. Umiliate e offese. Dipendenti affettive. Preda di uomini narcisisti o, addirittura, psicopatici. Sopportare, perdonare, giustificare, comprendere sono attitudini comportamentali che, nel corso di una storia millenaria, hanno assunto un’accezione valoriale tipicamente femminile che ancora imprigiona molte donne e si traduce in una resistenza al cambiamento, perché per loro tentare di sovvertire una schema relazionale malsano e tossico equivale a non averci provato abbastanza.