BIO | CINGOLANI Roberto

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Nato a Milano nel 1961, è professore di Fisica con diploma di perfezionamento presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Fondatore del Laboratorio Nazionale di Nanotecnologia (NNL) dell’INFM a Lecce, è Direttore Scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. È stato membro dello staff del Max Planck Institut di Stoccarda e Visiting Scientist all’Università di Tokyo. È autore o co-autore di circa 1000 pubblicazioni su riviste internazionali e ha al suo attivo circa 48 famiglie di brevetti. È stato insignito dei titoli di Alfiere del Lavoro (1981) e Commendatore della Repubblica Italiana (2006).

 


Al Festival 2018 il suo intervento è stato:
Che mondo vogliamo
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Al Festival 2016 il suo intervento con Chris Bangle e Alessandro Curioni è stato:
La civiltà dell’informazione
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Al Festival 2015 il suo intervento è stato:
L’innovazione tecnologica umano-centrica bioispirata
Nel prossimo futuro un numero sempre maggiore di macchine intelligenti entrerà nella nostra quotidianità, creando un ecosistema di tecnologie connesse. La robotica rappresenta l’attuale agone scientifico su cui queste tecnologie stanno prendendo forma e si stanno testando. Accanto a questo lo studio dei nuovi materiali dovrebbe consentirci di avere macchine sempre più performanti ma al tempo stesso con un ridotto – se non assente – impatto sull’ambiente e sulle risorse energetiche.


Al Festival 2014 il suo intervento è stato:
Storie del nanomondo
Parleremo di come le nanotecnologie hanno cambiato tanti settori che toccano la nostra vita quotidiana:
1) La manifattura programmata su scala atomica, come l’elettronica miniaturizzata e la nanoelettronica che hanno originato la rivoluzione delle telecomunicazioni e di internet. 2) Gli strumenti per vedere l’infinitamente piccolo, sino al singolo atomo. 3) I metodi di calcolo per prevedere cosa succede ad un sistema partendo da pochi atomi e arrivando al sistema macroscopico. Dalla meccanica quantistica ai supercomputer, con un interessante confronto fra il computer elettronico e il cervello, che dimostra che comunque, nonostante tutto, la natura vince ancora. 4) Le nanotecnologie per l’ambiente, per la purificazione dell’acqua e per i materiali sostenibili. Cioè, le nanotecnologie come strumento di equità per diminuire le differenze fra i popoli. 5) Le nanotecnologie e l’energia, perché forse nessuno ha riflettuto sul fatto che un essere umano consuma più o meno come un frigorifero (qualche centinaio di Watt), eppure riesce a fare tutto quello che fa con un po’ di zuccheri, senza corrente elettrica! 6) Le nanotecnologie per la salute dell’uomo. Diagnostica, terapia, materiali biocompatibili: tutte soluzioni che imitano la natura per ricreare anticorpi o tessuti artificiali, e per rilevare mutazioni e malattie sin dai primi eventi biochimici.
Se tutte queste tecnologie verranno ben sviluppate e saranno disponibili a tutti, forse l’uomo un giorno vivrà 120 anni felici in un ambiente sano e pulito e in una società più giusta ed equilibrata”.