BIO | AUGIAS Corrado

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Giornalista, scrittore, autore televisivo, è stato corrispondente da Parigi e da New York per La Repubblica, e per alcuni settimanali. Oggi è opinionista del quotidiano La Repubblica.

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Al Festival di quest’anno il suo intervento sarà:
Il profeta deve morire
Tutto si è svolto in un pugno d’ore, da diciotto a venti. Dal tramonto di un giorno, al primo pomeriggio del successivo. In modo convulso. Per lo più nottetempo o alle deboli luci dell’alba. Un processo celebrato in base a quali accuse? Secondo quale rito? Chi aveva ordinato l’arresto e perché? Soprattutto chi aveva il potere di convalidare il provvedimento emettendo la sentenza finale? Mettendo insieme i suoi più recenti studi teologici e una splendida penna di narratore, Augias dà vita a un’originale indagine sulle ultime ore di vita di Gesù di Nazareth viste –probabilmente per la prima volta – dall’inedita prospettiva degli occupanti romani. Che effetto facevano quei profeti esaltati di Dio agli occhi disincantati dei padroni del mondo? I personaggi: un Ponzio Pilato politicamente debole, collerico e incerto, la misteriosa e tormentata moglie Claudia Procula, Caio Quinto Lucilio intellettuale deluso, acuto testimone degli eventi, il fariseo Nicodemo discepolo di Gesù e membro del Sinedrio, Giuda forse vittima predestinata di un disegno divino, ingiustamente colpevolizzato, Maddalena la discepola donna, Erode Antipa un re fantoccio nelle mani dei romani, l’adultera senza nome che Gesù salva dalla lapidazione, Giuseppe e Maria che assistono disperati alla morte del figlio amato, la mutevole folla di Gerusalemme.
Corrado Augias racconterà una vicenda che crediamo, non sempre a ragione, di conoscere e sintetizzerà in modo affascinante decenni di discussioni storiche e teologiche, lasciando aperte delle domande e fornendo insieme nuovi e inaspettati punti fermi da cui, ancora e ancora una volta, ripartire.

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A Camogli 2014 ha parlato di
Guardare, leggere – Differenze tra la comunicazione visiva e quella alfabetica
Guardare, vedere, due operazioni che sembrano analoghe, se non identiche, e che invece nascondono profonde diversità sia dal punto conoscitivo che della comunicazione.
Augias ha sviluppato questo concetto applicandolo alla visione diretta della realtà così come delle sue varie riproduzioni, visive e non. Producendo una serie di esempi, è poi passato ad esaminare, nell’ultima parte, quella particolare forma di ‘visione’ rappresentata dalla lettura. Il cerchio si è chiuso tornando dalla visione simbolica dei caratteri scritti a quella degli oggetti e delle persone offerte dalla realtà.