FORUM EDUCATION

Sabato 1 e domenica 2 febbraio a Camogli si è tenuta una tavola rotonda organizzata dal Festival della Comunicazione, centrata sull’educazione: due giorni dedicati al rinnovamento della scuola pubblica come priorità strategica per il nostro Paese, patrocinati dalla Rai, che sostiene l’iniziativa “per il valore sociale e divulgativo della manifestazione”, e dal Comune di Camogli.

Questo primo appuntamento, riservato al team di lavoro che ha cominciato da alcune settimane a riflettere collettivamente sul tema, si è concluso con la stesura di un documento di sintesi, risultato di un lungo e meditato dibattito in cui sono emersi gli allarmi e le criticità ma anche le tante risorse a disposizione del sistema educativo attuale, gli asset da potenziare, gli spunti dall’estero, le buone pratiche locali da estendere a livello nazionale e un quadro dei punti di convergenza ovvero di confronto aperto in merito alle priorità di azione nel breve e nel lungo termine. Il fine è preparare un grande Forum nazionale pubblico sull’Educazione.



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Partecipanti

Stefania GIANNINI Direttore Education Unesco
Fabrizio BARCA > Coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità
Federico FUBINI
> Vice direttore Corriere della Sera
Beppe SALA > Sindaco Milano
Gabriele GALATERI > Presidente Generali
Alessandra PERRAZZELLI > Vice direttore generale Banca d’Italia
Maurizio FERRARIS > Direttore Scienza Nuova Torino
Marco ROSSI DORIA > Coordinatore gruppo “Educazione” del Forum Disuguaglianze e Diversità
Andrea MORNIROLI > Direttore gruppo staff del Forum Disuguaglianze Diversità e referente della cooperativa Dedalus di Napoli
Mila VALSECCHI > General Manager di Pearson Italia
Gherardo COLOMBO > Ex magistrato
Marino SINIBALDI > Direttore Rai Radio3
Lucrezia REICHLIN > Economista London Business School
Barbara COMINELLI > Chief Operating Officer Microsoft
Salvatore BRAGANTINI > Economista
Roberto RICCI > Responsabile nazionale prove Invalsi
Alberto DI MININ > Professore di Management alla Scuola Superiore Sant’Anna
Federico FERRAZZA > Direttore di Wired
Rosangela BONSIGNORIO > Direttrice del Festival della Comunicazione
Giovanni DURBIANO > Professore di Composizione architettonica e urbana al Politecnico di Torino

Danco SINGER > Coordinatore del Forum Education

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Il Forum Education ha prodotto il documento condiviso che qui pubblichiamo.

Scuola ed educazione: gli strumenti della libertà

Governi e cittadini dovranno assumere una responsabilità collettiva di fronte alle sfide attuali: giustizia sociale, cambiamenti demografici e climatici, migrazioni. Per garantire una libertà sostanziale sostenibile, drammaticamente violata anche all’interno dell’Occidente e causa primaria dei rischi di dinamica autoritaria in atto. Di fronte a queste sfide il sistema educativo di tutti i Paesi avanzati è inadeguato: lo segnalano i bassi valori della mobilità sociale.

In Italia è particolarmente allarmante la situazione della scuola, lasciata sola ad affrontare la complessità. È la fotografia registrata, tra l’altro, dai dati Ocse e Invalsi, dal tasso di abbandono risalito al 14,5% e dalla misura della povertà educativa. Ne esce un divario nord-sud particolarmente accentuato, con rilevanti differenze territoriali interne. È una scuola che per formare ha bisogno di trasformarsi.

A essere discriminati non sono solo i più poveri, ma tutte le ragazze e ragazzi a cui è negata la libertà sostanziale di vivere la vita che è nelle loro potenzialità senza che ciò continui a dipendere soprattutto dal luogo di nascita, dalla ricchezza e dallo status culturale e sociale della famiglia di origine.

L’impoverimento educativo trova già risposte in molte pratiche locali e iniziative individuali, in cui si verifica una proficua cooperazione tra pubblico, sociale e privato.

Occorre mettere a sistema le esperienze di azione positiva, per costruire modelli praticabili su tutto il territorio nazionale adattandoli ai singoli contesti. Questo perché la complessità richiede una molteplicità di approcci e soluzioni.

I luoghi migliori da cui partire per avviare il cambiamento sono i comuni (le città metropolitane, i centri minori e quelli delle aree interne), perché sono in grado di realizzare un approccio integrato ai problemi e sanno cogliere la complessità dei contesti. La città è la realtà che si può far carico della responsabilità educativa senza sostituirsi al governo, ma aiutandolo ad attuare i processi.

I principi che condividiamo

  1. La scuola è luogo di istruzione (competenze) ed educazione (discernimento), impegnata a fornire gli strumenti della libertà sostanziale, ossia la capacità di fare le cose alle quali a ragione si assegna un valore: la capacità di lavorare, confrontarsi, partecipare, godere e conservare l’ecosistema, occuparsi degli altri, usare la tecnologia, acquisire le competenze per il futuro, realizzare i principi costituzionali.
  2. Studentesse e studenti vanno accompagnati a maturare la consapevolezza degli usi della trasformazione digitale che potenziano o deprimono la libertà loro e di tutti noi e di coglierne le opportunità; solo così potranno recuperare il senso del proprio potere. Questa consapevolezza non è ovvia e non è data. L’educazione e la formazione dell’intelligenza naturale nella età dell’intelligenza artificiale devono perciò diventare oggetto di ricerca, sperimentazione e invenzione.
  3. Occorre prepararsi al confronto dialogico e al pensiero logico e critico, rendendo sistematici metodi di insegnamento basati sulla cooperazione e la ricerca in comune, e tenendo conto degli stili di apprendimento propri di ciascuna generazione, adattando ad essi forme e metodi di insegnamento. E orientare a tali obiettivi il reclutamento massiccio degli insegnanti che sta partendo.
  4. Occorre sviluppare un’adeguata educazione finanziaria come consapevolezza ad autodeterminarsi, a comprendere le scelte economiche compiute da chi ci governa e a partecipare alla creazione della propria autonomia economica fin dalla più giovane età.

I prossimi passi

  1. Riconoscere e valorizzare le buone pratiche educative già esistenti, specie in aree di frontiera e di sperimentazione, dove insegnanti, famiglie, studenti, dirigenti, generano discontinuità e trasformazioni, al momento isolate e rilevanti solo per i contesti specifici.
  1. Tradurre le buone pratiche in politiche sostenendo le comunità educanti, attraverso l’alleanza e la condivisione di risorse e competenze fra scuole, privati e organizzazioni di cittadinanza attiva.
  1. Valutare e dibattere l’impatto di queste pratiche e politiche sulle grandi missioni di sviluppo in linea con l’obiettivo 4 dell’agenda 2030 dell’ONU: garantire un’istruzione di qualità inclusiva ed equa e promuovere opportunità di apprendimento continuo per tutti.

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Segreteria
Laura Merlo: info@festivalcomunicazione.it – tel. +39  3319775178

Ufficio Stampa
Gianluca Dotti: press@festivalcomunicazione.it – tel. +39 3334425539

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