BIO | MAGRIS Claudio

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Germanista e scrittore italiano, è membro dell’Accademia dei Lincei dal 2006 e collaboratore del Corriere della Sera. È stato professore di lingua e letteratura tedesca nelle università di Trieste e di Torino, dopo un periodo trascorso presso l’Università di Friburgo, ed è noto per importanti studi sulla cultura mitteleuropea, su Biagio Marìn e Italo Svevo. È stato senatore dal 1994 al 1996. È autore di numerosi saggi e di diverse opere di narrativa, quali Danubio (Garzanti, 1986) e Microcosmi (Garzanti, 1997), con il quale ha vinto il Premio Strega. Nel 2015 ha pubblicato il suo romanzo sulla guerra e sulla memoria Non luogo a procedere (Garzanti), premio Fiuggi 2016.

Al Festival 2016 il suo intervento è stato:

Perchè i romanzi al tempo dei serial
Secondo molti studiosi americani il romanzo ha smarrito la sua ragion d’essere originaria, almeno per quanto riguarda la nostra civiltà: quella di fornire alle persone, e soprattutto ai giovani, quel complesso di idee, pensieri, immagini che sono in un certo senso i materiali con i quali l’uomo occidentale ha edificato la propria personalità e la propria visione del mondo. Oggi, secondo questi studiosi, il serial tv avrebbe sostituito in questa finzione il romanzo, lasciando a quest’ultimo un mero compito di intrattenimento colto. La sfida è interessante perché riguarda non solo l’ambito letterario ma anche quello educativo e formativo. La posta in gioco non riguarda solo un genere letterario ma lo sviluppo della personalità umana. Parleremo dunque del rapporto tra romanzo e serial tv, chiedendoci se quest’ultimo sia divenuto o no l’unico autentico erede del romanzo classico ottocentesco e se il romanzo debba invece assolutamente seguire la via di rottura, di dissoluzione delle forme narrative segnata dai capolavori del romanzo novecentesco (Musil, Kafka, Svevo, Faulkner, Joyce, alcuni sudamericani e così via). Parleremo delle possibilità e suggestioni che il digitale offre o potrebbe offrire a una narrativa sperimentale: si pensi al passaggio, nel sistema del computer, dalla facciata principale alle finestre e alle videate che aprono digressioni, fughe laterali che diventano o possono diventare il centro della narrazione, un po’ come nei poemi del passato in cui la vicenda principale veniva ogni tanto interrotta da storie laterali, per poi riprendere il suo corso. Analizzeremo concretamente le possibilità e i suggerimenti strutturali che il digitale può offrire a nuove forme di narrazione, soffermandoci anche sulla memoria digitale, sulla possibilità di rendere presente il passato e sulla modalità di assemblaggio di testi che può ricordare gli antichi sparsi canti da cui l’uno o l’altro grande poeta traeva il suo poema unitario e organico, sin dai tempi di Omero.

con Luca Doninelli

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