BIO | DONINELLI Luca

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Narratore e critico letterario e teatrale, è autore di diversi romanzi, tra cui I due fratelli (Rizzoli, 1990), La revoca (Garzanti, 1992), Le decorose memorie (Garzanti, 1994), e La polvere di Allah (Garzanti, 2007) e di numerosi libri per ragazzi, quali Tobia e Giuseppe (Interlinea, 2002). È stato vincitore del premio Selezione Campiello, del Premio Grinzane Cavour per la narrativa italiana e del Super Grinzane Cavour. Tra i suoi testi teatrali, il più celebre è Ite Missa Est, che ha debuttato nel 2002 sotto la regia di Claudio Longi. Il suo ultimo libro è Le cose semplici (Bompiani, 2015).

Al Festival 2016 il suo intervento con Claudio Magris è stato:
Perchè i romanzi al tempo dei serial
Secondo molti studiosi americani il romanzo ha smarrito la sua ragion d’essere originaria, almeno per quanto riguarda la nostra civiltà: quella di fornire alle persone, e soprattutto ai giovani, quel complesso di idee, pensieri, immagini che sono in un certo senso i materiali con i quali l’uomo occidentale ha edificato la propria personalità e la propria visione del mondo. Oggi, secondo questi studiosi, il serial tv avrebbe sostituito in questa finzione il romanzo, lasciando a quest’ultimo un mero compito di intrattenimento colto. La sfida è interessante perché riguarda non solo l’ambito letterario ma anche quello educativo e formativo. La posta in gioco non riguarda solo un genere letterario ma lo sviluppo della personalità umana. Parleremo dunque del rapporto tra romanzo e serial tv, chiedendoci se quest’ultimo sia divenuto o no l’unico autentico erede del romanzo classico ottocentesco e se il romanzo debba invece assolutamente seguire la via di rottura, di dissoluzione delle forme narrative segnata dai capolavori del romanzo novecentesco (Musil, Kafka, Svevo, Faulkner, Joyce, alcuni sudamericani e così via). Parleremo delle possibilità e suggestioni che il digitale offre o potrebbe offrire a una narrativa sperimentale: si pensi al passaggio, nel sistema del computer, dalla facciata principale alle finestre e alle videate che aprono digressioni, fughe laterali che diventano o possono diventare il centro della narrazione, un po’ come nei poemi del passato in cui la vicenda principale veniva ogni tanto interrotta da storie laterali, per poi riprendere il suo corso. Analizzeremo concretamente le possibilità e i suggerimenti strutturali che il digitale può offrire a nuove forme di narrazione, soffermandoci anche sulla memoria digitale, sulla possibilità di rendere presente il passato e sulla modalità di assemblaggio di testi che può ricordare gli antichi sparsi canti da cui l’uno o l’altro grande poeta traeva il suo poema unitario e organico, sin dai tempi di Omero.
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