BIO | RAMPINI Federico

RITRATTO_RAMPINIfederico

Giornalista e scrittore, è editorialista del Corriere della Sera, scrivendo di geopolitica, economia globale e Stati Uniti.
In passato, ha lavorato per Il Sole 24 Ore come corrispondente dalla Francia dal 1986 al 1991, poi successivamente vicedirettore, dal 1991 al 1995. Dal 1995 lavora per La Repubblica, prima come caporedattore della sede milanese, poi come corrispondente estero da Bruxelles, San Francisco, Pechino e  New York, fino al 2021, anno in cui passa al Corriere della Sera.
Ha pubblicato diversi titoli, tra i quali citiamo i più recenti “Pane e cannoni. Un mondo in guerra e le sue nuove regole” (Mondadori, 2026), “
Il secolo cinese. Storie di uomini, città e denaro dalla fabbrica del mondo” (Mondadori, 2025) e “Grazie Occidente. Tutto il bene che abbiamo fatto” (Mondadori, 2025). Ha anche scritto e interpretato diversi spettacoli teatrali, anche con suo figlio Jacopo.
Ha insegnato a Berkeley, alla Shanghai University of Finance and Economics, al Master della SDA Bocconi.
Vincitore di diversi premi in ambito giornalistico e letterario, nel 2005 ha vinto il Premio Luigi Barzini per il giornalismo, nel 2006 il Premio Saint Vincent per il giornalismo e nel 2019 gli è stato conferito il prestigioso premio Ernest Hemingway.

Al Festival 2026 i suoi interventi sono:

New York, 11 settembre 2001: io c’ero
con Marco Bucci

A che cosa serve l’America
con Jacopo Rampini


Al Festival 2023 il suo intervento è stato:

Africa, dove si gioca il nostro futuro


Al Festival 2022 il suo intervento con Jacopo Rampini è stato:

A cosa serve l’America? Leader del mondo libero o impero del male?
La guerra in Ucraina ha rilanciato le pulsioni anti occidentali nelle nostre società. Di tutte le libertà, quella di autodistruggerci è la più praticata.
Rivedi il video dell’evento > clicca qui


Al Festival 2021 il suo intervento è stato:

Fermare Pechino
Presentazione in anteprima assoluta del nuovo libro di Federico Rampini, dal titolo Fermare Pechino. Scrive Rampini: “Fermare Pechino ha un senso, se alludiamo alla necessità di limitare i danni che Xi può infliggere al resto del mondo; fissare delle linee rosse che la sua smisurata ambizione non deve oltrepassare; proteggere i nostri interessi vitali e i nostri valori. Xi ha distrutto quella piccola oasi di regole garantiste e diritti umani, eppure non sta pagando alcun prezzo. A garantirgli l’impunità non ci sono solo le nostre multinazionali e grandi banche per le quali ‘pecunia non olet’. Anche nella società civile, nei mezzi d’informazione, tra gli intellettuali e tra i giovani, tanti fra noi pensano che i ‘valori dell’Occidente’ siano un’espressione ipocrita, un mito da sfatare, un’impostura da smascherare. Ragion di più, perché Xi sia certo che nessuno ci riuscirà, a fermare Pechino”.
Rivedi il video dell’evento > clicca qui 


A Parole e voci sul mare il suo intervento è:
mercoledì 14 luglio > 21:30 > Terrazza Miramare
Ripartire, ricostruire, rinascere
Federico Rampini, a partire dal suo libro I cantieri della storia: Ripartire, ricostruire, rinascere, Mondadori, 2020, parlerà di ricostruzioni e rinascite, soffermandosi sulle grandi ripartenze (non solo nel Novecento): dai monaci che nel Medioevo salvarono la cultura greco-latina al Piano Marshall, perché è la reazione collettiva alla sciagura a stabilire se una comunità ne esce fiaccata oppure purificata e rinvigorita.

L’evento sarà introdotto da Danco Singer, direttore del Festival della Comunicazione.


Al Festival 2020 il suo intervento è:
domenica 13 settembre
Le rinascite dopo le decadenze


Al Festival 2019 il suo intervento è stato:
Perché difendo la nostra civiltà
Ovvero: i sette peccati capitali di chi denigra l’Occidente (e non è solo Putin…). Con letture da brani scelti dell’autore: “L’oceano di mezzo” (Laterza), “La notte della sinistra” e “Quando inizia la nostra storia” (Mondadori).
Rivedi lo streaming video dell’evento > clicca qui


Al Festival 2018 i suoi interventi sono stati:

con Francesco Greco e Danco Singer
Quali regole determineranno i nostri rapporti futuri?
Nella grande trasformazione tecnologica ed economica di questi (e dei prossimi) anni, sulle “regole”, che dovrebbero e, sempre più, dovranno regolare i rapporti tra il mondo delle imprese, i cittadini e le istituzioni, si addensa una nebbia che occorre diradare.
Rivedi lo streaming video dell’evento > clicca qui

Linee rosse
Federico Rampini, giornalista, scrittore, conferenziere e divulgatore di fama internazionale, porta sul palco la geopolitica, raccontando le trasformazioni dell’attualità mondiale seguendo il tracciato delle carte geografiche, sovrapponendole e interpretando numeri e linee di confine. “Ogni crisi vicina e lontana ci costringe a capire la fisicità del mondo in cui viviamo – racconta Rampini -. La geografia e la storia come le abbiamo studiate non ci bastano più. Un po’ perché il mondo è stravolto rispetto alle fotografie già obsolete dei manuali scolastici. E poi nessuno ci ha insegnato a guardare ‘oltre’, a penetrare il significato nascosto delle carte, a incrociare il paesaggio terrestre con la storia delle civiltà, le leggi evolutive dei popoli e degli imperi”. Quella che porta in scena Rampini è allora la geografia in forma di conferenza teatrale, uno storytelling suggestivo accompagnata dalle grandi immagini che scorreranno alle sue spalle. “Ci servono mappe intelligenti – conclude il giornalista – per orientarci e capire dove siamo ora, dove andremo domani”.


Al Festival 2017 il suo spettacolo con Jacopo Rampini, Valentino Corvino, Angelo GeneraliRoberta Giallo è stato:
Trump Blues
L’età del caos

Avremo quattro anni della presidenza più spettacolare della storia, al confronto impallidiranno i ricordi di Obama, Reagan, Kennedy… È il soggetto ideale per uno spettacolo di “giornalismo teatrale” che, raccontando le gesta di The Donald, offre agli spettatori un viaggio nei nuovi populismi, le loro cause, le loro conseguenze.
Uno schema a quadri, accompagnato dai musicisti Valentino Corvino e Roberta Giallo, e la colonna sonora offerta da Bob Dylan i Rolling Stones: sia perché li ha usati ampiamente Trump nei suoi comizi, sia perché i loro testi sono “cattivi”, aggressivi, provocatori.

Rivedi lo streaming video dell’evento > clicca qui

Inoltre, il suo intervento con Luca De Biase è stato:
Amazon, Apple, Facebook, Google, Microsoft. Dobbiamo aver paura delle cinque sorelle?
Rivedi lo streaming video dell’evento > clicca qui


Al Festival 2016 il suo intervento in dialogo con Jay McInerney è stato:
Quei giorni dorati a New York
Rivedi lo streaming video dell’evento > clicca qui


Al Festival 2015 il suo intervento è stato inoltre:
Il tradimento delle élites: globalizzazione, immigrazione, le promesse mancate.
Rivedi lo streaming video dell’evento > clicca qui


Al Festival 2014 il suo intervento è stato:
Rete Padrona

Internet prometteva di renderci più liberi: fra nuovi monopoli e tecno-totalitarismi, cosa resta delle utopie digitali? Informazione e cultura, politica e socialità, subiscono l’assalto dei Padroni dell’Universo con sede nella Silicon Valley: Google, Amazon, Facebook, Twitter.