BIO | SEVERGNINI Beppe

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È editorialista del “Corriere della Sera” dal 1995. Ha creato il forum “Italians” e diretto il settimanale “7”. Opinion writer per “The New  York Times” dal 2013 al 2021, è stato corrispondente in Italia per “The Economist”. È autore di venti bestseller: il primo è Inglesi (1990), il più recente Neoitaliani (2020),  appena pubblicato negli USA col titolo Italian Lessons. La conversazione con  Francesco Paolo Figliuolo, Un italiano, è stata pubblicata l’8 marzo 2022 dall’editore Rizzoli.

Al  Festival 2022 i suoi interventi sono stati:

con Evelina Christillin, Pierluigi Pardo, Fedele Usai
Studio quasi scientifico sul fascino del pallone
La Juve rappresentata da Evelina Christillin, l’Inter da Beppe Severgnini, il Cagliari da Fedele Usai. Arbitro-telecronista Pierluigi Pardo
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con Severino Salvemini, Jacopo Rampini
Canaglierie. Rispondere al mondo per le rime
Poemetti attaccabrighe sull’attualità, dal mondo aziendale ai sentimenti, dal sesso all’etica della classe dirigente, dal potere alle gioie e dolori del Bel Paese. Un affresco dei tempi contemporanei scanzonato e irriverente, dai contenuti caustici, pungenti, mascalzoni e un po’ malvagi. Non-poesie, quindi, che rifanno il verso alle liriche più conosciute seppur con toni decisamente meno politically correct. “Canaglierie” scritte con la spavalderia di chi, alla fine di un percorso professionale di successo, può assumersi il rischio di non fare sconti a nessuno.
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con Carlo Fava e un intervento di Giada Parisi
Lo zen e l’arte della manutenzione dei social
La gestione personale dei social richiede attenzione, esperienza, pazienza, prontezza. Le prove di questi anni – crisi, pandemia, guerra – ne hanno fatto un terreno accidentato. Bisogna sapersi muovere tra tecnologia, politica, morale, informazione, diritto. Beppe Severgnini e Carlo Fava si avventurano in questo viaggio, muovendosi tra parole e musica, accompagnati da alcuni grandi del passato, da Robert Pirsig a Giorgio Gaber.
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con Francesco Paolo Figliuolo
Gli alpini sono persone serie
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Al Festival 2020 i suoi interventi sono stati:

con Gianrico Carofiglio
Rassegna stampa del mattino
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con Edoardo Garrone, Venanzio Postiglione
La città e le distanze
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Neoitaliani
50 motivi per essere italiani. Il primo BookJukeBox!
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Al Festival 2019 i suoi interventi sono stati:

con Luca Bottura
I giornali del mattino in diretta dal Festival
Un’inedita lettura dei quotidiani, dal gusto ironico e dissacrante, in cui giornalisti e personaggi di cultura e spettacolo commenteranno in un modo tutto particolare i titoli e i temi più “caldi” dell’attualità.
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In civiltà: tutto quello che il lavoro mi ha insegnato
1979-2019.  Dal primo articolo su La Provincia di Cremona al New York Times e al Corriere della Sera, dall’America a Londra, da Crema  a Milano, dalla televisione al palcoscenico. Tra le cose che ha imparato, Beppe Severgnini ne ha scelte sei, che potrebbero essere utili a tutti: ad ogni età, in qualunque mestiere.
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Al Festival 2017 il suo spettacolo con Simona Bondanza, Chiara BurattiPiero Trofa è stato:
La lingua misteriosa dei binari: i treni tra musica, letteratura, giornalismo
Il viaggio più affascinante è un viaggio antico, graduale, privato e sociale insieme: il viaggio in treno. I treni sono teatri, caffè, bazar. L’unico talk-show che non conosce crisi è quello che si replica quotidianamente sulle rotaie. La confidenza genera libertà: ci ha messo insieme il caso, ci dividerà una stazione. I treni aiutano a pensare. Tutti i grandi viaggi, dai pellegrinaggi cattolici al Grand Tour, dalla prima partenza con gli amici al viaggio di nozze, sono in fondo una lenta scoperta di se stessi: il panorama che c’interessa sta dentro di noi.

Inoltre, con Stefania Chiale:
Democrazia. Dieci regole per non farci fregare
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Al Festival 2016 il suo intervento in conversazione con Stefania Chiale è stato:
I social sono la palestra dell’odio?
Donald Trump, Brexit, migrazioni incontrollabili, populismo rampante, economia incerta: tutto sembra contribuire all’ansia e all’incertezza, in Italia in Europa e nel mondo. I media tradizionali hanno perso influenza: faticano a spiegare, non riescono a tranquillizzare. La competenza sembra diventata una colpa. I social media dominano la scena. Hanno creato un’atmosfera tossica o invece sono le valvole di sicurezza che impediscono alla società occidentale di esplodere?
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Al Festival 2014 il suo intervento è stato:
La vita è un viaggio (e non viaggiamo da soli)
Com’è difficile trovare chi ci guidi, chi ci accompagni, chi ci incoraggi. Siamo una nazione al valico: dobbiamo decidere se dirigerci verso la normalità europea o tornare indietro. Siamo un paese incerto tra immobilità e fuga. Fuga all’estero, fughe tra egoismi e piccole ossessioni che profumano di anestetico (ossessioni tecnologiche, gastronomiche, sportive, sessuali). La vita è un viaggio non vuole indicare una mèta. Prova invece a fornire qualche consiglio per la traversata. Per partire non servono troppe parole: ne bastano 20, come i kg di bagaglio consentiti in aereo (classe economica). Venti vocaboli per orientarci.
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