BIO | MASSINI Stefano

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Teatrante a 360°, scrittore, drammaturgo, narratore, è l’unico italiano ad aver vinto,nel 2022, un ‘Tony Award’, premio Oscar e massimo riconoscimento del teatro americano, oltre a rientrare nelle terne finaliste del Premio Laurence Olivier e del Premio Molière.
Da gennaio 2025 è Direttore Artistico del Teatro della Toscana.
Fino al 2024 artista associato del Piccolo Teatro di Milano di cui è stato Consulente Artistico dal 2015 al 2020, dopo il grande successo del suo Lehman Trilogy diretto da Luca Ronconi nell’edizione italiana, precedente a quella angloamericana firmata dal premio Oscar Sam Mendes.
Proprio al Piccolo iniziò la sua carriera teatrale come assistente ospite di Luca Ronconi nel 2001, quattro anni prima di aggiudicarsi il Premio Tondelli a Riccione Teatro. Ha vinto due Premi UBU (2013 e 2015) e il Premio della Critica nel 2007, anche per gli spettacoli realizzati nel sodalizio artistico tuttora in corso con Ottavia Piccolo.
I suoi testi sono attualmente tradotti, pubblicati e rappresentati con oltre 700 allestimenti di diverse compagnie in ben 56 Paesi e 46 lingue sui palcoscenici di tutto il mondo, da Broadway alla Comédie-Française, da Berlino a Madrid, dalla Cina alla Corea, dal Sud Africa al Cile, l’Iran, il Canada, l’Australia. Il crescente prestigio internazionale è riconosciuto alla sua opera dalle più importanti testate estere. Il Financial Times gli ha dedicato un’ampia intervista-ritratto uscita nei 5 continenti e i suoi spettacoli sono annoverati fra “il miglior teatro da vedere”.
Il grande pubblico italiano lo ha scoperto con i suoi interventi in televisione a Piazzapulita, e in altri programmi televisivi, come Ricomincio da Rai 3 (che portò il teatro in televisione nei mesi drammatici del Covid) e il suo recente e seguitissimo Riserva Indiana su Rai3. Ha ricevuto alcuni dei massimi premi in Europa (Prix Médicis Essai, Prix Meilleur Livre Étranger, premio Selezione Campiello, premio SuperMondello, premio De Sica, Prix “Meilleur Auteur Vivant Les Cyranos 2023”). Dal 2016 collabora con il quotidiano la Repubblica come editorialista oltre che con la rubrica settimanale Manuale di Sopravvivenza.
La sua partecipazione al Festival di Sanremo 2024 assieme a Paolo Jannacci con la canzone “L’uomo nel lampo” sulle morti sul lavoro ha segnato uno dei picchi di ascolto della kermesse.
Fra le sue ultime opere: L’interpretazione dei sogni, Manhattan Project, Ladies Football Club, Cosa nostra spiegata ai bambini, Matteotti (Anatomia di un fascismo), Mein Kampf, Donald, Lo Zar.

Al Festival 2026 il suo intervento è:

I racconti sul coraggio


Al Festival 2025 il suo intervento è:

Esercizio collettivo di scrittura 


Al Festival 2024 i suoi interventi sono:

Estratti dal “Mein Kampf”

“Mein Kampf”: Conoscere il libro maledetto
con Alessandro Barbero e Danco Singer


Al Festival 2023 il suo intervento è stato:

Souvenir Novecento
con Luca Roccia Baldini, Mariel Tahiraj


Al Festival 2022 il suo intervento è stato:

Quando sarò capace di amare. Massini racconta a Gaber con l’Orchestra Multietnica di Arezzo
Un corto circuito spiazzante: Stefano Massini in questo spettacolo non si propone di raccontare Gaber, bensì racconta a Gaber. Ma racconta cosa? Semplicemente storie, personaggi, vicende realmente accadute, incontri e memorie che lo scrittore non avrebbe mai intercettato, se non fossero state attratte dalla calamita delle canzoni del signor G. Perché aveva ragione Borges: ogni verso evoca altri versi, ogni creazione semina altri raccolti, ogni opera muta forma in un’ennesima opera. Cosa accade allora se un narratore come Massini si lascia ispirare dai brani di Giorgio Gaber? Cosa prende forma sul palcoscenico se i racconti del “più popolare cantastorie del momento” (Repubblica) prendono forma dentro le canzoni della premiata ditta Gaber-Luporini? In un cantiere poetico contagioso e intrigante, il palcoscenico si popola di personaggi fra i più diversi e inattesi. Sono geografie del nostro essere, sono cartografie dell’esistenza, sono rotte nell’oceano di un mondo sbandato, sono danze di fuochi per illuminare la notte del nostro vagare, scoprendo che tutti in fondo attendiamo solo il momento in cui saremo, finalmente, capaci di amare. Da “I mostri che abbiamo dentro” a “La parola io”, da “Non insegnate ai bambini” a “Se io sapessi” e molti altri brani, Massini sceglie di coinvolgere il pubblico in un viaggio di echi e rimandi, in un unico grande omaggio a Gaber. Se poi in scena aggiungi i suoni e i colori di un’orchestra di musicisti da ogni parte del mondo, riuniti sotto il marchio ormai noto dell’OMA di Arezzo, ecco spiegato il successo di questo personalissimo dialogo con un cantautore che non si finisce mai di scoprire.


Al Festival 2021 i suoi interventi sono stati:

MONDO PODCAST – Le piazze raccontano
Quale storia ci racconterebbe la piazza centrale di una città, se potessimo intervistarla? Lo chiediamo a Stefano Massini, che presenta il suo primo podcast “Le piazze raccontano” che prova a rispondere proprio a questa domanda. Come? Ascoltando la voce della piazza, inventandosi un dialogo con lei, che viene presentata come un essere in carne e ossa, fiero di ricostruire fatti e misfatti di cui nei secoli è stata scenario.
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con Daria Bignardi
La conoscenza di sé (passa per l’amore)
Quella di ‘Oggi faccio azzurro’ è una storia corale dove tutti i personaggi vivono rinchiusi: le tre voci narranti dentro al dolore di un abbandono, i detenuti – coi quali lavora la protagonista principale- in galera, i tre fantasmi – la pittrice Gabriele Münter, Rosa Luxemburg e il rapper XXXTentacion – nella loro immaterialità.
C’è un azzurro per tutti o dipendiamo sempre da qualcosa? L’arte ci rende liberi o prigionieri di un’ossessione?
La conoscenza di sé e degli altri passa per l’amore. E per il dolore. Daria Bignardi ne parla con Stefano Massini.
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Al Festival 2020 il suo intervento è stato:
Siamo animali sociali
Stefano Massini, per il quarto anno ospite del Festival, parte con ironia dalla definizione di Aristotele che marchiava l’uomo come animale sociale e animale politico. La quarantena ci ha fatto riflettere tutti sui difetti e sui pregi dell’antisocialità. Ecco allora che lo scrittore ci propone un viaggio fra i miti dell’isolamento: dal mito del naufrago a quello dell’eremita medievale, dal genio che sprezza gli altri al “cerco me stesso”. Una cavalcata fra icone e stereotipi su cui pensare e sorridere.
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Al Festival 2019 il suo intervento è stato:
Civiltà e città immaginarie: Gotham City, Paperopoli e altre visioni.
A seguire ha ricevuto il Premio Comunicazione 2019
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Al Festival 2018 il suo intervento è stato:
Quattro ritratti di grandi visionari
La visionarietà è spesso limitrofa all’utopia, è sinonimo di sferzanti ironie da parte dei conformisti, tranne poi mostrarsi come il vero sale del progresso. E se questo isolamento sociale delle menti geniali è un tratto che ricorre in ogni epoca, allora cos’altro accomuna i visionari nel corso dei secoli? Proverà a dare una risposta questo excursus fra figure inattese e spiazzanti, scelte come simboli di altrettante rivoluzioni. Forte della notorietà anche televisiva ottenuta con i suoi racconti ogni giovedì sera a “Piazzapulita” su La7,  Stefano Massini torna a Camogli con le sue narrazioni letterarie e mitologiche, intrise di una vivissima umanità.

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Al Festival 2017 il suo intervento con Beppe Cottafavi è stato:
L’arte del racconto all’alba del Terzo Millennio
Cosa vuol dire inventare e raccontare storie all’alba del terzo millennio? Cosa significa comunicare in un’epoca in cui tutti scrivono e i dialoghi sembrano essere diventati prima scritti e poi orali? Ma soprattutto in un’epoca all’apparenza iper-informata che cosa significa partire dalla realtà per farne la base per un romanzo? L’autore di “Qualcosa sui Lehman” (Mondadori), Stefano Massini riflette sul senso dell’ispirazione e delle ispirazioni nell’epoca dei social network e del web 3.0.
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*Ritrattino liberamente ispirato dalla foto di © Attilio Marasco