BIO | LUPIS Marco

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Giornalista e fotoreporter. Oggi scrive sull’Huffington Post. Ha lavorato come corrispondente e inviato speciale in tutto il mondo, in particolare in America Latina e in Estremo Oriente, per le maggiori testate giornalistiche italiane (Panorama, Il Tempo, Il Corriere della Sera, L’Espresso e La Repubblica) e per la RAI (Mixer, Format, TG2 e TG3). Lavorando spesso in zona di guerra, è stato fra i pochi giornalisti a seguire i massacri seguiti alla dichiarazione di indipendenza a Timor Est, gli scontri sanguinosi tra cristiani e islamici nelle Molucche, la strage di Bali e l’epidemia di SARS in Cina. Con le sue corrispondenze ha coperto negli ultimi 25 anni l’intera area Asia-Pacifico, spingendosi fino alle isole Hawaii e all’Antartide. Ha intervistato molti protagonisti della politica mondiale, come la premio Nobel birmana Aung San Suu Kyi e la premier pakistana Benazir Bhutto.
Ha pubblicato: Hong Kong – Racconto di una città sospesa (il Mulino, 2021), “I Cannibali di Mao” (Rubbettino, 2019), vincitore del Premio Internazionale “Città di Como” come “Miglior libro di giornalismo di viaggio dell’anno”, “Il male Inutile” (Rubbettino 2018) e “Interviste del Scolo Breve” (Del Drago, 2017) e “Ai confini del Mondo – Storie da Isole lontane” (il Mulino, 2025).

Al Festival 2025 il suo intervento è stato:

L’ignoto che resiste al tempo
con Francesco Margiocco