BIO | DIASPRO Alberto

RITRATTO_DIASPROalberto

Direttore del Dipartimento di Nanofisica presso l’Istituto Italiano di Tecnologia e Professore Ordinario di Fisica Applicata dell’Università degli Studi di Genova

È il direttore del Dipartimento di Nanofisica dell’Istituto Italiano di Tecnologia e professore di Fisica applicata al Dipartimento di Fisica dell’Università di Genova. Attivo in progetti europei HORIZON 2020, ha oltre 350 articoli con 10 mila citazioni (H=47) su riviste scientifiche internazionali. Il suo team di ricerca è tra i leader mondiali nel campo della microscopia ottica avanzata. È attivo nella divulgazione scientifica ed è stato insignito dell’Emily M. Gray Awards dalla società internazionale di Biofisica in riconoscimento ai “significativi contributi all’educazione in biofisica”.  Dal 2016 è Presidente del Consiglio Scientifico del Festival della Scienza.


LEZIONE

Nanotecnologie, umanoidi e teletrasporto in una passeggiata lunga 2 metri di DNA
Quest’anno ricorreranno i 60 anni dalla lettura realistica e visionaria insieme di Richard Feynman al Caltech che ha segnato la nascita delle nanotecnologie. Da allora le frontiere della fisica, della biologia, dell’ingegneria, della medicina insieme a quelle delle arti e delle lettere hanno spostato in avanti i loro confini ad una velocità crescente, potremmo dire con una accelerazione spaventosa. Viaggiamo su una navicella che esalta il senso di meraviglia che si ha di fronte al nuovo, pure difficile da cogliere a meno di non avere una robusta preparazione nelle materie scientifiche e umanistiche insieme. L’incipt di Star Trek, serie di metà degli anni sessanta che va oltre la fantascienza, «Spazio, ultima frontiera. Eccovi i viaggi dell’astronave Enterprise durante la sua missione quinquennale, diretta all’esplorazione di strani, nuovi mondi, alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima.» ci spaventa e ci esalta. Utopia e retrotopia si palleggiano l’orizzonte delle nostre prospettive. Feynman nella sua grande lezione aveva sottolineato come la natura potesse offrirci il più grande insegnamento possibile a patto di dotarci degli strumenti per poterlo leggere, primo tra questi una buona dose di umiltà. Passeremo in rassegna gli avanzamenti tecnologici evocando un mondo, oggi, di 7 miliardi di persone, in crescita. Un mondo con una prospettiva rivolta alla sostenibilità e alla diluizione della specie sulla Luna e su Marte. Crescita impossibile senza la consapevolezza di ciò che avviene dalla nanoscala alla scala dell’uomo.  L’insegnamento a tutto campo della natura riportato alle macchine che hanno affascinato Leonardo mettendo al centro l’uomo cui l’apprendimento viene restituito con gli interessi. La padronanza degli utensili e il loro utilizzo sono i temi chiave per l’esplorazione della realtà: dai sei atomi che ci uniscono ai trenta atomi che servono a un umanoide per emularci. I due metri di DNA replicati centinaia di miliardi di volte in ognuna delle nostre cellule costituiscono una chiave di lettura importante per la lunga passeggiata che faremo tra le nanotecnologie, gli umanoidi e il teletrasporto. I 6 atomi che condividiamo sottolineano come il termine razza non si addica antropologicamente ai gruppi umani e come sia importante comprendere il modo in cui si organizzano nel vivente che vive. Entreremo nell’Aleph e il teletrasporto sarà una provocazione per trattare la differenza tra ciò che “comunichiamo” di essere e quello che siamo davvero. Che ne è dell”affidabilità della comunicazione scientifica quando questa avviene in modo “amichevole”, popolare? In che modo educare e garantire il “pubblico” alla corretta informazione attraverso la divulgazione?  Il teletrasporto rappresenta l’argomento nell’immaginario collettivo “pensabile” almeno dai tempi di Star Trek, nei laboratori viene realizzato, ma su che scala? con che impatto?.