BIO | VIOLI Patrizia

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Professore di Semiotica presso lUniversità di Bologna, ne dirige la Scuola Superiore di Studi Umanistici e coordina il Dottorato di Semiotica. Ha fondato il Centro di Studi sulla Memoria e i Traumi Culturali dell’Università di Bologna (www.trame.unibo.it). Attualmente la sua ricerca è rivolta soprattutto ai temi della memoria culturale e del trauma, su cui ha pubblicato il suo ultimo libro Paesaggi della memoria. Il trauma, lo spazio, la storia (Bompiani 2014).

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Al Festival di quest’anno il suo intervento sarà:
Il linguaggio del femminile. Perché la differenza fa paura?
Da molti decenni ormai gli studi linguistici e semiotici hanno messo in luce come in tutte le lingue che conosciamo il femminile sia un genere secondario e derivato, ovunque subordinato al maschile. Nel mio intervento vorrei mostrare come questa subordinazione non possa essere letta limitandosi al solo ambito linguistico, ma vada inquadrata in un orizzonte più ampio, che include fenomeni ben più generali e drammatici, fino ad arrivare al femminicidio. E proprio a partire da alcune considerazioni sul femminicidio si potrà riflettere più in profondità sul ruolo che la differenza, e la sua paura, giocano in tutti questi fenomeni diversi.

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