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Laureata in Fisica all’Università di Bologna, consegue il dottorato in Modellistica fisica per la protezione dell’ambiente. Oggi è ricercatrice dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) presso il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e docente di Fisica del clima all’Università di Torino. Le sue ricerche riguardano lo studio del clima e dei suoi cambiamenti nelle regioni di montagna, in particolare le Alpi, la catena Himalayana e l’altopiano tibetano, per capire quali siano i fattori che influenzano lo stato dei ghiacciai e la disponibilità futura di risorse idriche.

Al Festival 2020 il suo intervento con Alberto Girani è:
sabato 12 settembre
Crisi climatica, crisi globale: il ruolo del singolo e quello di tutti
La crisi climatica comporta rischi per l’umanità che sono stati a lungo identificati dagli scienziati, ma sono stati spesso trascurati. Eventi meteorologici più intensi e potenzialmente disastrosi che mettono a rischio territori e vite; carenza idrica a causa della diminuzione delle riserve di neve e ghiaccio; effetti della siccità sulle rese agricole; allagamenti costieri a causa dell’innalzamento del livello medio dei mari; rischi per la salute umana legati ad ondate di calore … sono solo alcuni degli impatti del recente aumento della temperatura globale. La scienza produce costantemente e da anni dati incontrovertibili sullo stato di salute del nostro pianeta ed è unanime nell’affermare che la febbre del pianeta è, almeno dalla metà del XX secolo, riconducibile alle attività umane, prime fra tutte le emissioni di gas climalteranti nell’atmosfera e i cambiamenti nell’uso del suolo. Se l’uomo è all’origine del problema, è anche la chiave per la sua soluzione. Occorrono sforzi di cooperazione globale prima di tutto, per indirizzare la società verso l’uso di fonti energetiche rinnovabili, per promuovere politiche di eliminazione dei sussidi e aumento delle tasse sui combustibili fossili, e puntare sull’economia circolare. Dentro questo quadro globale, tuttavia, anche gli sforzi individuali contano, dalla scelta di una mobilità sostenibile, a quella di una fornitura elettrica da fonti rinnovabili, dall’attenzione allo spreco, al limitare i rifiuti. Ma forse ancora di più serve avere consapevolezza che la crisi climatica esiste, che pur essendo più diluita nel tempo rispetto alle tempistiche di una pandemia, sta già avvenendo dappertutto con effetti amplificati in alcune regioni e per alcune fasce della popolazione. Come per la crisi sanitaria, pur con orizzonti temporali diversi, agire oggi per affrontare la questione climatica seguendo le strade che la scienza delinea permette di prevenire esiti disastrosi domani.