BIO | CALABRESI Mario

RITRATTO_CALABRESImario
Scrittore e giornalista, da gennaio 2016 è direttore del quotidiano la Repubblica. È stato caporedattore centrale de la Repubblica e per lo stesso quotidiano, nel 2007 – 2008, ha seguito come corrispondente da New York tutta la campagna presidenziale americana e l’elezione di Barack Obama. È stato inoltre direttore del quotidiano La Stampa (dal 2009 al 2015) e nel 2011 ha condotto su Rai 3 il programma Hotel Patria.

 


Al Festival 2018 il suo intervento è stato:
Ogni forma è rotta: come sopravvivere?
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Al Festival 2017 il suo intervento è stato:
Giornalismo multicanale
I nuovi algoritmi e le applicazioni di intelligenza artificiale potranno sostituire i giornali come li abbiamo conosciuti finora?
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Al Festival 2016 il suo intervento è stato:
“Verrà il turno della nostra generazione” – la voce delle nuove generazioni contro i venditori di paure
Il giornalismo del futuro 25 anni dopo la nascita del web.
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Al Festival 2015 il suo intervento è stato:
Una foto può cambiare la storia
Non esiste buona informazione senza fatica: ci vogliono ore o giorni di lavoro, pazienza, controlli e spirito autocritico. La nostra società ha paura di fare fatica, dalla scuola al lavoro, e questo ci rende ogni giorno più fragili e indifesi. Ma la fatica di raccontare è l’unico antidoto a quella che Umberto Eco ha definito l’imbecillità della Rete, che altro non è se non la tendenza – a cui i mezzi di informazione corrono dietro – a livellare tutto verso il basso, a semplificare ogni cosa, a renderla un’emozione primaria. Ma la fatica della ricerca permette invece di far emergere storie non scontate o attese, ma più ricche e originali e soprattutto capaci di alimentare un dibattito sano e non populistico.


Al Festival 2014 il suo intervento è stato:
Come mangiamo informazione. Dalla dieta tradizionale all’happy hour, così è cambiato il nostro modo di consumare notizie
Egli stesso lo ha raccontato così: Come mangiamo informazione nell’era digitale? Negli ultimi vent’anni il nostro modo di consumare notizie è cambiato radicalmente, siamo passati dalla dieta tradizionale all’happy hour, l’informazione si sbocconcella ogni ora e i ristoranti tradizionali sentono forte la crisi. Inutile però perdersi nelle nostalgie, pensare che etica e capacità di approfondire siano legati alla carta, al piombo e a un ciclo di lavoro quotidiano che aveva oltre un secolo e mezzo di vita. La sfida è creare una nuova dieta che soddisfi i cittadini e continui ad alimentare alle radici la democrazia.